Mailander Talks: progettare il presente e il futuro della comunicazione 

Un ciclo di incontri con i nostri clienti e partner per confrontarci sugli scenari globali che stanno già rivoluzionando paradigmi e punti di riferimento sociali

Il secondo dialogo di martedì 5 maggio l’abbiamo dedicato al turismo, uno dei settori economici più colpiti da questa pandemia, che presumibilmente porterà a una riduzione del 20-30% rispetto al volume d’affari registrato dal settore nel 2019 – una crisi mai vista prima – ma fare stime in questo momento è quanto mai complicato. Si sono affrontati temi come: quali sono le mete italiane più ricercate online in questo momento? Per quali periodi? Mare, montagna, città: quali sono le tipologie di vacanze più cliccate?

In attesa che hotel, musei, ristoranti, compagnie di trasporti e tutti quelli che sono gli attori di questo settore economico – che in Italia vale il 12-13% del PIL, con tre milioni di lavoratori – possano tornare ad accogliere i viaggiatori, ci sono alcuni quesiti importanti per comprendere il futuro del comparto e per riorganizzare l’offerta e la promo-commercializzazione: quali sono le mete italiane più ricercate online in questo momento? Per quali periodi? Mare, montagna, città: quali sono le tipologie di vacanze più cliccate?

Per rispondere a queste e altre domande, abbiamo dialogato di fronte a una nutrita platea “virtuale” di protagonisti del settore con Luca Romozzi, Director South Europe & Tourism di Sojern, società ad-tech specializzata in data-driven marketing per il turismo, con un’esperienza di oltre dieci anni nell’analisi dei comportamenti di acquisto dei viaggiatori.

Partendo dalla considerazione che l’unico elemento della catena di valore del turismo rimasto inalterato durante questa crisi è il sogno del viaggio, lo studio presentato si è basato sulle ricerche online durante questi mesi di lockdown globale e comparato con dati storici, facendo una distinzione tra “intenzione” e “fiducia”.  La fiducia, appunto, strettamente legata alle prenotazioni realmente effettuate, segna in questo momento una flessione superiore al 90% rispetto al 2019, mentre l’intenzione denota che il desiderio di viaggiare segna già una ripresa.

Per quanto concerne le date verso cui guardano attualmente i potenziali turisti, pur in un calo generalizzato dell’80% circa, si nota una crescita a partire dall’ultimo trimestre del 2020.  Con riferimento ai mercati esteri, nonostante un calo globale superiore al 50%, nelle ultime settimane si registrano i primi indici di ripresa da Medio Oriente ed Est Europa.

I viaggiatori sembrano, in generale, avere sempre più voglia di rimanere “local”: i numeri delle ricerche presentate indicano che a marzo 2021 il turismo domestico verso gli alberghi italiani dovrebbe tornare quasi ai livelli precedenti alla pandemia, andando così a sopperire almeno in parte al calo dei flussi dall’estero. I primi che torneranno a viaggiare, non appena sarà possibile, sono i cosiddetti “esploratori” e i “bookers”, mentre i “sognatori” e gli “esperienziali” al momento non sono alla ricerca di vacanze.

“Flessibilità è la parola chiave, soprattutto per la comunicazione” commenta Monica Mailander Macaluso, presidente di Mailander. “Bisogna concentrarsi sui consumatori, ascoltarli, intercettarli e ispirarli, così da favorire la ripresa del settore. Ripresa che per avere successo avrà bisogno anche di investimenti economici importanti da parte delle istituzioni e di un rilancio del Brand Italia, per comunicare di nuovo sicurezza ai turisti stranieri, soprattutto dei mercati storicamente legati al nostro Paese”.